Il Nuovo Quintetto Boccherini in concerto sul palco
DUE VIOLINI, VIOLA, DUE VIOLONCELLI
Il Quintetto

Un conversare elegante,
a cinque voci.

Le origini

Il Nuovo Quintetto Boccherini prende ispirazione dall’operato del Quintetto Boccherini, complesso italiano ideato da Pina Carmirelli nel 1949.

La figura del grande compositore lucchese che fu Luigi Boccherini entrò nella vita di Pina Carmirelli quasi per caso.

Nel ’47, chiamata per una lunga tournée in Francia a sostituire il 1° Violino di un ensemble che comprendeva un’Arpa, Pina Carmirelli (la cui idea era quella di presentare solo musica italiana) si imbatté nel Quintetto con Chitarra di Boccherini contenente il celebre Fandango, che all’epoca era del tutto sconosciuto. La tournée, con il brano da lei adattato dalla chitarra all’Arpa, ebbe un successo straordinario proprio per la freschezza e l’originalità della novità proposta.

Fu così che al termine della tournée, in una libreria antiquaria in Place de la Madeleine (Parigi), scartabellando col marito Arturo Bonucci fra antichi volumi, la Carmirelli s’imbatté nella Collection des Quintetti de Boccherini pour deux violons, alto et deux violoncelles.

Si trattava della pubblicazione in parti staccate di 62 quintetti a due violoncelli della casa editrice parigina Janet & Cotelle. Questo casuale ritrovamento diede origine alla straordinaria riscoperta di un genere cameristico che possiamo considerare sperimentale per il tardo ‘700, realizzato da Boccherini in oltre 150 Quintetti composti presso la corte dell’Infante Luis di Borbone ad Arenas de San Pedro (Avila) ad un centinaio di chilometri da Madrid.

Si tratta di lavori che con buona probabilità sarebbero tutt’ora avvolti nell’oblio se non fosse stato per l’interesse di questi grandi musicisti!

Con l’interessamento dell’Ambasciata italiana, Carmirelli riuscì a portare in Italia questo prezioso materiale. Seguirono quelli che lei descrisse “…I migliori giorni della mia vita”: immersa in febbrili letture dei “gioielli” appena rinvenuti insieme al marito Bonucci. Per sentire l’effetto delle parti mancanti utilizzarono un magnetofono trascorrendo in tal modo nottate indimenticabili, e fù così che la celebre violinista si rese presto conto del valore artistico di questi tesori rinvenuti cominciando la sua opera di studio e divulgazione della particolare opera cameristica di Luigi Boccherini per l’organico di Quintetto con due Violoncelli.

La fondazione del Quintetto Boccherini, composto in origine da Pina Carmirelli, Dino Asciolla, Renzo Sabatini, Arturo Bonucci e Nerio Brunelli, iniziò una felice epoca di riscoperta e riproposizione al pubblico italiano e internazionale del particolare valore musicale di questa formazione immaginata da Boccherini, dove la tessitura delle parti non evidenzia una scrittura genericamente a cinque voci, di cui quattro rudimentalmente subordinate alla parte principale, ma inventa una conversazione che assegna ad ogni strumento una propria individualità espressiva armonicamente coordinata nell’insieme.

“Un conversare elegante, pieno di garbo, grazia, affettuosità e settecentesca humanitas” - (Cit. M. Mangani) che non ha corrispondenza negli autori dell’epoca. Alla formazione originaria subentrarono negli anni Montserrat Cervera, Guido Mozzato, Arrigo Pelliccia, Claudio Buccarella, Marco Scano, Pietro Stella, Luigi Sagrati e Marco Fiorini, ed è proprio in linea di continuità con la ultima formazione che Marco Fiorini, Pietro Bosna, Biancamaria Rapaccini, Elisa Ardinghi e Alessandra Montani si sono assunti il piacevole onere di continuare il lavoro monumentale di divulgazione avviato a suo tempo dal Quintetto Boccherini.

I curricula dei musicisti
Video

Prima di un concerto

Anteprima del reel: il quintetto in concerto sul palco del Teatro Cucinelli di Solomeo, con il pubblico in primo piano

Il concerto, in un reel.

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